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Ero qui che meditavo sulla laicità e, neppure a farlo apposta, ieri mi sono sentito meno solo, giacché ho scoperto, piacevolmente, che condividevano con me questo affanno anche i membri della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che hanno deciso che l’ostensione del crocifisso nelle scuole pubbliche è contraria al principio del pluralismo vigente negli stati laici.

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Laicità.

La laicità è un metodo: significa affrontare ogni questione con rigore e con la massima obiettività possibile, nell’interesse generale e non di una parte sola. Significa non porsi nel dibattito pensando di possedere la verità o di avere ragione a priori. Significa saper ascoltare le ragioni altrui e avere l’umiltà e l’intelligenza di confrontarsi anche con chi la pensa nella maniera opposta. Significa lasciarsi sempre prendere dal dubbio che l’altro può avere ragione. Infine laicità significa che quando si considera chiuso il dibattito, e si è presa una decisione nell’interesse di tutti, si accetta quella decisione sentendosi vincolati e sostenendola con onestà” (Mozione Marino, p. 16).

Che la laicità sia un metodo è cosa della quale non ho mai dubitato. In particolare, se mai è possibile definire un concetto con un altro concetto, ritengo di poter dire che la laicità è antidogmatismo.

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Dopo la prevedibilissima e sonorissima bocciatura – che, a mio modesto avviso, giunge indesiderata sia dalla maggioranza sia dall’opposizione – del cosiddetto Lodo Alfano, mi sorprende il fatto che  qualche raffinato intellettuale del PDL o della Lega si sia soltanto limitato a urlare, con la bava alla bocca e gli occhi fuori dalle orbite, che la Consulta è un organo di eversori comunisti.

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Negli ultimi anni, da parte degli esponenti di vertice delle forze di centro-destra, si è spesso sentito parlare di uso criminoso della televisione o di abuso del servizio pubblico, con riferimento a notissimi giornalisti televisivi. Enzo Biagi e Michele Santoro sono stati i bersagli prediletti di questo tipo di accuse; Santoro ancora oggi è permanentemente sotto accusa, talvolta per ragioni che io stento a comprendere.

Ieri sera, tuttavia, si è consumato un avvenimento anomalo per il servizio pubblico televisivo di uno stato di democrazia occidentale: il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, è comparso nella trasmissione di Bruno Vespa, per esporre le sue ragioni in merito all’iniziativa della moglie, Miriam Bartolini (meglio nota come Veronica Lario), di chiedere la separazione dal marito.

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