Hypòthesis.
La vicenda che in questi giorni tiene banco sui giornali è quella dell’invito rivolto a Papa Bendetto XVI – da parte dell’Università La Sapienza di Roma – a partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico. Invito che si potrà giudicare in molti modi: anche inopportuno. Ma che era stato formulato ed accettato. A seguito della lettera inviata al Rettore dal prof. Marcello Cini, si sono mobilitati oltre sessanta docenti e molti studenti, contestando la scelta di invitare Papa Ratzinger fino al punto da convincere la Curia vaticana ad annullare la visita già programmata. Le modalità con cui i fatti sembrano essersi svolti mi convincono di qualcosa che già da tempo intimamente so: l’università italiana ha tradito (e tradisce ogni giorno) la missione che le è propria.
L’Università di Roma, e con essa l’intero mondo accademico italiano, non rappresenta più il luogo – non solo fisico – in cui il sapere e la scienza si sviluppano attraverso il laico (cioè libero ed antidogmatico) confronto delle idee.
Il potentissimo motore delle scienze occidentali – della cultura laica dell’Europa – dall’Umanesimo in poi è rappresentato dall’accettazione del pluralismo. Il rifiuto a priori di una posizione (foss’anche ciecamente dogmatica) non appartiene alla dialettica delle scienze, visto che essa non mira a far cambiare idea ad uno solo degli interlocutori, ma a fornire strumenti e risposte per tutti.
E dunque: quale migliore occasione di questa poteva essere data, ad una scienza davvero laica, di confrontarsi, ancora una volta, con il noto dogmatismo vaticano?
Ma tale confronto antidogmatico da decenni non c’è più: l’università è solo “terra di conquista”. L’assegnazione dei fondi di ricerca e la selezione del personale docente sono attività pilotate da “cordate” di professori (quelli che un tempo erano detti “baroni”) e raramente capita che qualcuno riesca a spuntarla per meriti propri. Ciò accade, talvolta, perché non si è riusciti a trovare un accordo, un punto di equilibrio tra le cordate; oppure per piccole vendette trasversali tra capi-cordata. E perciò, in molti casi, gli istituti e i dipartimenti (strutture di base di ogni ateneo italiano) diventano feudi e l’opera dei professori – più che all’innalzamento della scienza o alla costruzione di scuole di pensiero – tende alla loro conquista o al loro mantenimento. Il mondo universitario italiano – non diversamente da quello politico ed economico (e salvo qualche rara eccezione) – è intriso di immoralità e corruzione.
Giova aggiungere, per chi non lo avesse ancora compreso, che questi feudi, queste cordate, queste “associazioni” fungono da trait-d’union tra il mondo della “cultura” (le virgolette sono d’obbligo), la politica ed il mondo degli affari. I professori universitari sono, spesso, consulenti molto ben retribuiti di aziende private e pubbliche, siedono in consigli di amministrazione ed in commissioni di vario genere e natura.
E questo sistema appare inattaccabile, perché nessuno dei suoi adepti – tutti selezionati con il metodo della cooptazione – tradisce le due regole costituzionali della “comunità scientifica” italiana: il servilismo e l’ipocrisia.
E chi è servo, si sa, non è libero. E chi è ipocrita, si sa, non è sincero. E, dunque, non può accettare liberamente e sinceramente un confronto.
Ecco, più di ogni altra considerazione, io ritengo che valga qui rimpiangere la mancata presenza del Papa all’Università di Roma come manifestazione di dogmatica intolleranza di una scienza sedicente laica.
Thésis.
Verifichiamo, dunque, chi sono i firmatari delle due lettere di protesta indirizzate al Rettore dell’Univesità di Roma. Eccoli:
Bernardini Carlo – prof. emerito fuori ruolo (dip. fisica)
Cini Marcello – prof. emerito fuori ruolo (dip. fisica)
Ruocco Giancarlo – prof. ord. (direttore dip. fisica)
Marinari Vincenzo – prof. ord. (dip. fisica)
Frova Andrea – prof. ord. (dip. fisica)
Vulpiani Angelo – prof. ord. (dip. fisica)
Ferroni Fernando – prof. ord. (dip. fisica)
Calvani Paolo – prof. ord. (dip. fisica)
Capone Antonio – prof. ord. (dip. fisica)
Cassandro Marzio – prof. ord. (dip. fisica)
Degasperis Antonio – prof. ord. (dip. fisica)
Borgia Bruno – prof. ord. (dip. fisica)
Calogero Francesco – prof. ord. (dip. fisica)
Di Castro Carlo – prof. ord. (dip. fisica)
Mariani Carlo – prof. ord. (dip. fisica)
Ferrari Valeria – prof. ord. (dip. fisica)
Castellani Claudio – prof. ord. (dip. fisica)
Mataloni Paolo – prof. ord. (dip. fisica)
Longo Egidio – prof. ord. (dip. fisica)
Lusignoli Maurizio – prof. ord. (dip. fisica)
Penso Gianni – prof. ord. (dip. fisica)
Parisi Giorgio – prof. ord. (dip. fisica)
De Martini Francesco – prof. ord. (dip. fisica)
Ciccotti Giovanni – prof. ord. (dip. fisica)
Ciapetti Guido – prof. ord. (dip. fisica)
Maiani Luciano – prof. ord. (dip. fisica)
Capizzi Mario – prof. ord. (dip. fisica)
Testa Massimo – prof. ord. (dip. fisica)
Tirozzi Brunello Benedetto – prof. ord. (dip. fisica)
Virasoro Miguel Angel – prof. ord. (dip. fisica)
Betti Maria Grazia – prof. ass. (dip. fisica)
Bonori Maurizio – prof. ass. (dip. fisica)
Camiz Paolo – prof. ass. (dip. fisica)
Cosmelli Carlo – prof. ass. (dip. fisica)
Massaro Enrico – prof. ass. (dip. fisica)
Bordi Federico – prof. ass. (dip. fisica)
Lupi Stefano – prof. ass. (dip. fisica)
Grilli Marco – prof. ass. (dip. fisica)
Mattioli Mario – prof. ass. (dip. fisica)
Ianniello Maria Grazia – prof. ass. (dip. fisica)
De Luca Francesco – prof. ass. (dip. fisica)
Petrarca Silvano – prof. ass. (dip. fisica)
Organtini Giovanni – prof. ass. (dip. fisica)
Rosa Giovanni – prof. ass. (dip. fisica)
Barono Luciano Maria – prof. ass. (dip. fisica)
Zanello Lucia – prof. ass. (dip. fisica)
Bouchè Vanda – ric. (dip. fisica)
Caprara Sergio – ric. (dip. fisica)
Corbo Guido – ric. (dip. fisica)
Ricci Tersenghi Federico – ric. (dip. fisica)
Cacciani Marco – ric. (dip. fisica)
Cesi Filippo – ric. (dip. fisica)
Falcioni Massimo – ric. (dip. fisica)
Maselli Paola – ric. (dip. fisica)
Destro-Bisol Giovanni – prof. ass. (dip. biologia animale e dell’uomo)
Tocco Gabriella – prof. ord. (dip. biologia cellulare)
Paggi Paola – prof. ord. (dip. biologia cellulare)
Poiana Giancarlo – ric. (dip. biologia cellulare)
Bonatti Enrico – prof. ord. (dip. scienze della terra)
Doglioni Carlo – prof. ord. (dip. scienze della terra)
Scandurra Enzo – prof. ord. (dip. architettura e urbanistica per l’ingegneria)
Favini Bernardo – prof. ass. (dip. meccanica e aeronautica)
Vargiu Rita – prof. inc. (dip. beni culturali)
Come si vede, ho nettamente separato i docenti inseriti nel feudo… ops, nel dipartimento di fisica dagli altri (che sono meno di dieci e, forse, di essi si potrebbe predicare la perfetta buona fede).
Ora, io capirei se tutti i docenti di fisica avessero protestato, per manifestare (in un modo che io non condivido, comunque) un risentimento “a scoppio ritardato” per la nota vicenda di Galilei.
E invece no. I docenti che hanno firmato sono solo quelli del Dipartimento di fisica. Mentre nessuno dei docenti e ricercatori del Dipartimento di fisica tecnica sembra aver firmato. Controllare per credere.
Non so per quale ragione (anche perché di ragioni potrebbero esservene molte), ma la circostanza mi sembra significativa. I “grandi capi” di un dipartimento – Marcello Cini, Carlo Bernardini e Giancarlo Ruocco – decidono di assumere un’iniziativa; gli altri addetti, più o meno d’accordo, si associano.
Così come significativo è il fatto che la lettera di smentita/retromarcia sia stata firmata dal solo direttore del dipartimento di fisica, il prof. Ruocco. A nome di tutti.
Possibile mai che su circa quattromila docenti, non ve ne fossero altri – anche di altre discipline – disposti a firmare? Come mai questa adesione di massa da parte dei soli fisici del dipartimento di fisica (e non di quello, presso la facoltà di ingegneria, di fisica tecnica)?
Non ci sarà, qui come in ogni altra iniziativa universitaria di gruppo, una logica di omologazione, di servilismo, di vassallaggio? Possibile che a nessuno sia venuto in mente che l’iniziativa avrebbe avuto effetti boomerang? Possibile che a nessuno di questi professoroni sia venuto in mente che, vista dall’esterno, l’iniziativa avrebbe assunto un sapore vagamente settario e censorio?
Non sono disposto a crederci.
Possiamo concordare, poi, sul fatto che fosse altamente inopportuno l’invito del Papa da parte del “magnifico” rettore. Io sono convinto che il Papa sarebbe stato meglio non invitarlo. Ma una volta che la frittata era fatta, non capisco perché non sia stata colta al volo la situazione per manifestare civilmente il proprio dissenso sui contenuti e non sulla presenza di Ratzinger.
Giova poi aggiungere che – a scoppio ritardato – è giunta anche una civile e garbata lettera di chiarificazione del prof. Giorgio Parisi. Nulla da eccepire.
Mi pare, però, che ci sia da riflettere sulle qualifiche attribuite – in calce alla testè richiamata lettera – al prof. Parisi: Ordinario di Fisica e componente il Comitato promotore Nazionale di Sinistra Democratica.
Forse quel che dicevo – in ordine a feudi, cordate e convenienze (anche politiche) – non è molto distante dalla realtà. Il prof. Parisi non è, infatti, l’unico – tra i firmatari della lettera – a sedere nel Comitato promotore di Sinistra Democratica. L’altro è proprio il prof. Marcello Cini. E – strano! – uno dei leader di Sinistra Democratica è l’attuale (ancora per poco, forse) ministro della ricerca scientifica, Fabio Mussi.
Quanto ai tempi delle lettere – metà novembre 2007, circa – anch’io avevo immediatamente notato la “stranezza” sulla quale si affanna il prof. Parisi. E mi ero anche chiesto: come mai la Repubblica ha conosciuto (e pubblicato) la lettera del prof. Cini e quella degli altri 67 (tra cui il prof. Parisi) due mesi dopo la loro ricezione da parte del rettorato? Non sarà che la tempistica di pubblicazione fa parte del “piano” per creare “rumore” intorno alla visita del Papa? Chi ha dato il testo delle lettere ai giornalisti?
Synthesis
Può darsi che le mie illazioni siano infondate e che le ricorrenze che ho evidenziato non siano altro che coincidenze.
Può darsi.
Corollario.
E qui, a dirla proprio tutta, giova chiarire che a me i vertici attuali del cattolicesimo – a partire proprio da Ratzinger – appaiono molto modesti sia culturalmente, sia intellettualmente.
Ho letto, con un po’ di attenzione, le ultime fatiche editoriali di Rino Fisichella (Nel mondo da credenti) e di Camillo Ruini (Chiesa contestata) ed avevo, a suo tempo, leggiucchiato il dialogo tra Flores D’Arcais e Ratzinger (Dio esiste?). Non ho letto il volume di Ratzinger su Gesù, ma ho avuto notizia delle stroncature che ha collezionato tra i biblisti di rango (a partire da Carlo M. Martini).
Insomma, in tutta franchezza, a seguire gli sviluppi attuali della dottrina della Chiesa, c’è da farsi cadere le braccia: parole in libertà, sincretismo e confusione concettuale (voluta?), gravi antinomie logiche e dottrinali. E molte, troppe concessioni all’odiato modernismo che mettono in crisi la tenuta dell’edificio logico tradizionale. Una per tutte: l’apertura di credito alla democrazia – il cui fondamento è il libero confronto di concezioni diverse, tutte virtualmente equipollenti – appare di difficile conciliabilità con le verità assolute, i dogmi e le leggi inviolabili che la Chiesa continua a predicare con pervicacia.
Cosa temono, dunque, questi illustri accademici, queste menti supreme del pensiero scientifico laico e democratico? Forse che si ritorni a credere nel geocentrismo cosmico? O che si dica che la terra è piatta? O che si affermi la teoria del “disegno intelligente”? Spiegassero, piuttosto, ai cittadini perché certe costruzioni della dottrina cristiana integralista (su tutte quella del “disegno intelligente”) sono una negazione alla radice dell’evento su cui si fonda il cristianesimo: l’incarnazione del Cristo e la sua morte e resurrezione.
Ma – tranne, forse, Piergiorgio Odifreddi – non vedo, in Italia, seri divulgatori delle ragioni della scienza. Come sempre, alla fine, le castagne dal fuoco ce le dovranno togliere gli altri!