Ho già scritto di questo caso in un precedete post.
Bene (anzi: male)!
Ieri – dopo aver parlato con i clienti ed aver predisposto un’istanza di anticipazione dell’udienza – sono andato a depositare l’istanza in cancelleria ed ho scoperto che il consigliere relatore cui era assegnato il procedimento non c’è più (probabilmente trasferito ad altro incarico), benché non sia stato ancora designato il nuovo consigliere relatore. Ho chiesto di poter parlare con il presidente della sezione, giacché era l’unico – a quel punto – che potesse provvedere sull’istanza.
Il presidente, però, ancora non c’era. L’ho aspettato (visto che, nel frattempo, avevo un’udienza).
Verso le 11 – mentre stava per andare al bar – sono riuscito a fermarlo nel corridoio ed a illustrargli la situazione (che non descrivo, ma che – garantisco – non è piacevole) in cui si trovano i miei assistiti. Il presidente – con fare estremamente cordiale – mi ha invitato a prendere con lui un caffè e mi ha spiegato che sarà difficile anticipare l’udienza, nonostante le mie buone ragioni, perché il lavoro della Corte è sostanzialmente rallentato (per non dire paralizzato) dalla mancanza di personale di cancelleria e dalla penuria di giudici. “Gli organici della Corte – mi ha detto – non sono mai mutati dal 1982; ma, all’epoca, c’erano un terzo delle cause che ci sono oggi”.
Ho replicato, prontamente, dicendo che ero a conoscenza della grave situazione di sottodimensionamento degli uffici, ma che – nel caso di specie – vi erano ragioni di urgenza per anticipare la decisione.
Seraficamente, il presidente mi ha risposto – eludendo i miei argomenti – spiegandomi che dovremmo, noi avvocati, protestare con il CSM ed il Ministero della Giustizia. Da parte mia – forse con un po’ di insistenza, non lo nego – ho ulteriormente replicato che “gli avvocati sono un arcipelago e questa non è una questione politica, ma di giustizia per il cittadino”.
A questo punto il presidente ha allargato le braccia, ha alzato le spalle e mi ha rispoto: “stia tranquillo avvocato, i cittadini avranno giustizia… a babbo morto!”.
Gli ho detto che avevo, comunque, depositato l’istanza e l’ho pregato di esaminarla e di provvedere in merito. Mi ha garantito che lo avrebbe fatto. …ci sarà da fidarsi?
Vedremo come andrà a finire.
SKRACCI
MERDDE