Capita, in Italia, che un cittadino debba attendere una sentenza anche per molti anni dall’inizio di una causa. “Che novità!”, direte voi.
Già!
Ma non capita tutti i giorni di assistere ad un caso di ritardo giudiziario anomalo… Ad un ritardo, cioè, che non può essere considerato fisiologico (semmai sia possibile considerare fisiologico lo stato dell’amministrazione della giutizia in Italia). Di solito i ritardi si accumulano per i tempi morti imposti tra un rinvio d’udienza ed un altro; difficilmente vi sono ritardi enormi nel tempo di attesa del deposito della sentenza. Infatti, a fronte di una previsione di legge che imporrebbe al giudice di sentenziare entro 60 giorni dall’ultima difesa delle parti, è infrequente che la sentenza sia pubblicata con ritardi di oltre un semestre.
Succede, invece, che un’impresa – per poter ottenere il corrispettivo per lavori eseguiti – abbia avviato contro il proprio debitore un giudizio nell’aprile 2000. Dopo l’espletamento di una consulenza, nell’ottobre 2004, il tribunale ha assunto la causa in decisione, ma ancora a febbraio 2008 – nonostante alcuni solleciti informali – non si aveva notizia della sentenza.
A febbraio 2008, non sapendo che fare, il difensore dell’impresa ha inviato al Ministero della Giustizia, ai Presidenti del Tribunale e della Corte d’Appello, al competente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ed al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, la seguente lettera.
“Con la presente si segnala che il sottoscritto, quale difensore della Alfa-Beta-Gamma Srl, è ancora in attesa del deposito della sentenza, nella causa in oggetto emarginata, ancora non avvenuto nonostante siano trascorsi quaranta mesi dall’assunzione della medesima in decisione.
Si evidenzia inoltre, che la medesima causa, nel corso dell’istruttoria (esauritasi nel solo espletamento di una CTU), ha subito un ulteriore ritardo nello scioglimento di una riserva (assunta per la nomina del CTU) che si è protratto per circa nove mesi.
Ritenuto l’abnorme e macroscopico ritardo nell’adempimento dell’incombente, si invitano i destinatari della presente ad accertare le cause dello stesso, onde eliminarle e soddisfare il diritto delle parti ad ottenere giustizia”.
Sono curioso di sapere ciò che accadrà.
Vorrei sapere come è andata a finire perché ho un caso analogo alla IV sez. della Corte d’Appello Civile di Roma (mancato deposito della sentenza dopo 4 anni dalla presa in decisione) in un giudizio pendente da 16 anni.
E’ andata a finire che il giudice del Tribunale ha pubblicato una (allucinante) sentenza in fretta e furia (si fa per dire… dopo quasi quattro anni di attesa). E il cliente – dopo tutto questo tempo dall’inizio della vertenza – si è dichiarato privo di interesse ad impugnarla ed ha praticamente rinunciato al pagamento che doveva avere dalla controparte. Morale della favola: il debitore ha brindato a champagne.
Non so se il giudice – che so aver avuto altri guai con la sezione disciplinare del CSM – sia stato in qualche modo ammonito. So, però, che è ancora al suo posto. Purtroppo per tutti!